martedì 10 luglio 2012

Svanire

Poi larghe strade di stelle lanciate
e l’aria stupefatta di futuro;
rotola sul nero velluto il puro
raggio d’amarezza, labbra serrate

inseguiranno doni da infiammate
tese lontananze – tuo questo muro,
anche hai contato la cenere, e scuro
morde l’uncino del colombo: amate –

oh numero d’ali infinito – tempie

risorgenti da vertigini nimbo
alzato in fermo perfetto splendore

lampada sopra il ferro d’ombra limbo
erto per sapienza e nevi, voi riempie
solo di misure di luce il cuore.




Roberto Rossi Precerutti

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